Il processo di ricostruzione Bridgestone

Innanzitutto un operatore esperto ispeziona con cura la
carcassa, internamente ed esternamente, al fine di controllare
la presenza di difetti nell’aspetto della stessa –
per fare ciò viene utilizzata una macchina per prove
a pressione, per gonfiare la carcassa alla pressione di
esercizio del pneumatico e per testare la sua integrità
strutturale. Inoltre viene utilizzata la tecnologia sherografica
per evidenziare i difetti nascosti della carcassa.
Poi, l’operatore rimuove con attenzione la gomma del
vecchio battistrada dalla carcassa (raspatura) sulla macchina
per raspatura – tramite una rotazione circolare di
una testa raspante cilindrica nel senso contrario rispetto
alla direzione di rotazione del pneumatico.
Esegue poi un controllo e, per mezzo di smerigliatori pneumatici,
una pulitura di tutto ciò che è penetrato
nella gomma di superficie nell’unità della
cintura della carcassa.
.

Tramite una pistola a spruzzo ad alta pressione viene poi
applicato del mastice al fine di raggiungere ogni punto
della superficie testurizzata e garantire poi una buona
saldatura con il sottostrato, il quale lega il battistrada
prestampato (PCT) alla carcassa tramite vulcanizzazione.
I crateri ottenuti tramite molatura vengono riempiti con
mastice non vulcanizzato tramite un estrusore manuale al
fine di creare una superficie uniforme sulla quale può
essere applicato il sottostrato raspato.
Poi viene selezionato il PCT con una larghezza che corrisponde
alla larghezza della superficie raspata sulla relativa carcassa
e poi viene tagliato ad una lunghezza corrispondente alla
circonferenza della carcassa raspata.
Viene applicato un sottostrato non vulcanizzato o sotto
forma di foglio sottile, tagliato alla larghezza richiesta,
direttamente sulla superficie raspata della carcassa o in
alternativa applicato come strato sottile di mescola estrusa
a caldo per mezzo di un estrusore del sottostrato.
La fascia del PCT preparata viene applicata sulla carcassa
su una macchina da costruzione, tramite un dispositivo che
produce battistrada, che controlla il livello di allungamento
del PCT rispetto alla forza di trazione della carcassa che
ruota di 360 gradi dal punto di partenza.

Il pneumatico ricostruito viene poi avvolto in una cosiddetta
“envelope” e “inner-lope”, che è
necessaria come preparazione per la vulcanizzazione del
ricostruito nell’autoclave (camera di vulcanizzazione).
Il pneumatico ricostruito deve essere vulcanizzato nell’autoclave
per ca. 3,5 ore ad una pressione differenziale di 6 bar
della camera e a 4,5 bar tra envelope/inner-lope e superficie
del pneumatico ad una temperatura compresa tra 100 e 120
gradi Celsius.
Alla fine, l’operatore scarica l’autoclave –
rimozione della envelope/inner-lope ed effettua l’ispezione
visiva finale e il controllo qualità finale del pneumatico
ricostruito.
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